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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 12/05/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/5090948-unioni-civili-ecco-cosa-cambia-le-novit-previste-dalla-legge-20-maggio-2016-n-76-legge-cirinn?source=1&tipo=news

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Unioni Civili, ecco cosa cambia. Le novità previste dalla legge 20 maggio 2016, n. 76 (legge Cirinnà)

Unioni Civili, ecco cosa cambia. Le novità previste dalla legge 20 maggio 2016, n. 76 (legge Cirinnà)

Pubblicato in Normativa nazionale il 12/05/2016
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Unioni Civili, ecco cosa cambia. Le novità previste dalla legge 20 maggio 2016, n. 76 (legge Cirinnà) LEGGE 20 MAGGIO 2016, N. 76 (LEGGE CIRINNA') SU UNIONI CIVILI E CONVIVENZE: COSA CAMBIA?
La legge disciplina in maniera diversa le relazioni stabili fra coppie omosessuali e le convivenze fra quelle eterosessuali.

COPPIE OMOSESSUALI, SÌ AL RICONOSCIMENTO

In base alla legge Cirinnà l’unione civile tra soggetti dello stesso sesso viene riconosciuta come specifica formazione sociale e che quindi può essere legittimamente costituita da 2 persone maggiorenni che appartengono allo stesso sesso di fronte ad un ufficiale dello stato civile e alla presenza di 2 testimoni.
L’unione civile non viene invece riconosciuta nel caso in cui uno dei 2 partner sia già sposato o abbia contratto un’unione civile, se risulti interdetto per infermità mentale, o ancora se abbia subito  condanne per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi è coniugato o unito civilmente con l’altro partner. Ovviamente, i 2 conviventi non devono poi essere parenti.
L’unione civile viene certificata dal documento attestante la rispettiva costituzione, il quale deve recare oltre ai dati anagrafici dei partner, il regime patrimoniale e la residenza, in aggiunta ovviamente ai dati anagrafici e alla residenza dei testimoni.
Obbligo di assistenza ma non di fedeltà
I 2 partner che sono legati dall’unione civile acquisiscono gli stessi diritti e gli stessi doveri. Possono decidere di assumere un cognome comune, scegliendolo fra i rispettivi, essendo
anche tenuti a concordare l’indirizzo della vita familiare e la residenza comune.
Differentemente dalle coppie sposate, i partner dell’unione civile però non hanno l’obbligo di fedeltà. Viene invece a sussistere l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione, oltre a quello di contribuire ai bisogni comuni.
Diritti successori come nel matrimonio
Il regime patrimoniale dell’unione civile, così come previsto per l’unione matrimoniale, nel caso non vi sia una convenzione patrimoniale differente, coincide con quello della comunione dei beni.
Qualora poi l’unione civile termini, si applicano le medesime disposizioni valide per il matrimonio in relazione al versamento degli alimenti che viene a scattare nei confronti del partner economicamente più svantaggiato.
Entrambi i partner, poi, acquisiscono gli stessi diritti successori che di cui beneficiano marito e moglie, oltre al diritto a percepire la pensione di reversibilità.
Divorzio in soli 3 mesi
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L’unione civile, diversamente dal matrimonio, può essere sciolta dai partner in maniera diretta, quindi senza passare dalla separazione. I conviventi, infatti, sono semplicemente tenuti a comunicare, anche in via separata, all’ufficiale dello stato civile, l’intenzione di interrompere l’unione. L’istanza di scioglimento può essere proposta 3 mesi dopo.
Anche in questo caso rimangono fruibili canali diversi per divorziare: in Comune, davanti all’ufficiale dello stato civile, o attraverso la negoziazione assistita degli avvocati. L’unione civile viene sciolta anche nel caso 1 dei partner dovesse cambiare sesso. Nel caso in cui, invece, la rettifica anagrafica di sesso dovesse avvenire all’interno di un matrimonio e i coniugi non abbiano intenzione di divorziare, viene ad instaurarsi automaticamente l’unione civile.
Adozione negata: no stepchild adoption
L’unione civile non riconosce, nemmeno per quanto riguarda il figlio del convivente, la possibilità di adottare. Quanto prevedeva la cosiddetta stepchild adoption, infatti, è stato interamente stralciato dal testo di legge.
 
PER APPROFONDIMENTI

Scarica il dossier sulla Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze

 
COPPIE ETEROSESSUALI, QUALI NOVITÀ?
Le coppie eterosessuali, unite da vincoli affettivi, che decidono di non contrarre matrimonio diventano a tutti gli effetti conviventi di fatto. In realtà, purtroppo, le tutele che la legge riconosce a queste nuclei familiari non si possono nemmeno paragonare a quelle sussistenti perle coppie sposate o per quelle omosessuali che si legano con l’unione civile.
In caso di malattia o di ricovero, i partner conviventi eterosessuali hanno il diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, secondo quanto stabilito dagli ospedali nei confronti dei coniugi e dei familiari. In caso di malattia, poi, il convivente di fatto può venire indicato dall’altro partner come suo rappresentante per quanto concerne
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