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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 25/01/2013

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/5089266-adozioni-chiarimenti-del-garante-privacy-sulla-tutela-rafforzata-delle-informazioni-sull-adottato?source=1&tipo=news

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Adozioni: chiarimenti del Garante privacy sulla tutela rafforzata delle informazioni sull’adottato

Adozioni: chiarimenti del Garante privacy sulla tutela rafforzata delle informazioni sull’adottato

Pubblicato in Prassi amministrativa il 25/01/2013

Adozioni: chiarimenti del Garante privacy sulla tutela rafforzata delle informazioni sull’adottato Biancamaria Consales 
Non deve essere annotata la sentenza di adozione su qualsivoglia attestazione di stato civile riferita ad una persona adottata. È sufficiente la sola indicazione del nuovo cognome; per le notizie sullo stato di adozione di una persona è, invece, possibile rivolgersi ad un pubblico ufficiale, previa, tuttavia, espressa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
È, in sintesi, quanto precisato dal Garante per la privacy, il quale si è espresso su di un caso  sottoposto da un uomo che contestava al Comune di aver rilasciato ai parenti dell’interessato la copia integrale del suo atto di nascita con incluse le informazioni sul provvedimento giudiziario riguardante la sua adozione. I funzionari comunali ritenevano che la consegna del documento recante le informazioni sull’adozione fosse giustificata dalla necessità degli eventuali eredi di poter difendere i propri diritti in sede giudiziaria.
L’Autorità garante, interpellata dal difensore civico, cui si era rivolto l’interessato, ha chiarito che la normativa vigente prevede una particolare protezione dei dati sulle adozioni: qualunque attestazione di stato civile riferita all’adottato può essere rilasciata solo con l’indicazione del nuovo cognome e con l’esclusione di qualsiasi riferimento alla paternità e alla maternità del minore. La legge prevede, infatti, che le indicazioni sul rapporto di adozione possano essere fornite solo su espressa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. L’ufficiale di stato civile del Comune avrebbe, pertanto,
commesso una illecita comunicazione di dati personali a soggetti diversi dal diretto interessato.
Il Garante ha, perciò, vietato ai parenti dell’uomo l’ulteriore utilizzo delle informazioni sull’adozione contenute nella copia dell’atto di nascita ed ha, al contempo, prescritto al Comune di fornire al proprio personale di stato civile adeguate istruzioni per evitare che si commettano ulteriori violazioni sui dati relativi alle persone adottate.

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