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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 20/04/2012

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/5088375-cassazione-il-minore-adottabile-anche-se-ha-buoni-rapporti-con-la-famiglia-biologica?source=1&tipo=news

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Cassazione: il minore è adottabile anche se ha buoni rapporti con la famiglia biologica

Cassazione: il minore è adottabile anche se ha buoni rapporti con la famiglia biologica

Pubblicato in Sentenze il 20/04/2012

Con la sentenza n. 6052 del 18 aprile 2012 la Cassazione si è pronunciata in ordine alla richiesta di due genitori, entrambi tossicodipendenti, di ottenere la custodia della loro figlia.
I giudici della suprema Corte hanno confermato le statuizioni del tribunale di merito, quindi lo stato di adottabilità della minore e il suo collocamento presso una famiglia idonea.
I magistrati si sono soffermati, richiamando le valutazioni emerse in sede di merito, sui caratteri e le personalità dei genitori naturali della piccola: costoro, da tempo in comunità con l’obiettivo di superare i problemi di dipendenza, in una prima fase avevano seguito il programma di disintossicazione e le cure, ma poi erano ricaduti nel vizio, probabilmente nel momento di maggiore fragilità causato dalla separazione dalla bambina.
I due infatti avevano già perso una figlia per lo stesso problema: la donna, in particolare, aveva smesso di assumere sostanze stupefacenti solo durante la gravidanza, per poi riprendere subito dopo: una volta in comunità, ai due genitori era stato consentito di incontrare la bambina una volta a settimana.
Nell’istruttoria emergeva che il problema della tossicodipendenza dei genitori naturali non era stato definitivamente risolto, viceversa che, nonostante il legame affettivo con la famiglia biologica, la bambina si era inserita con successo nell’ambito della famiglia affidataria.
Pertanto, concludevano i giudici, sebbene l’adozione sia
una soluzione da indicare come extrema ratio rispetto alla convivenza con la famiglia biologica, quest’ultima doveva essere esclusa in ragione della debole e frustrata personalità dei genitori.
L’interesse del minore a crescere in una famiglia che possa apportare sicurezza sia materiale che affettiva deve considerarsi preminente rispetto a quello dei genitori naturali di esercitare la loro potestà: i giudici di Cassazione hanno confermato pienamente queste statuizioni.

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