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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 17/04/2012

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/5088362-in-arrivo-le-sezioni-specializzate-nei-tribunali-per-le-controversie-in-materia-di-persone-e-famiglia?source=1&tipo=news

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In arrivo le sezioni specializzate nei Tribunali per le controversie in materia di persone e famiglia

In arrivo le sezioni specializzate nei Tribunali per le controversie in materia di persone e famiglia

Pubblicato in Disegni di legge il 17/04/2012
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In arrivo le sezioni specializzate nei Tribunali per le controversie in materia di persone e famiglia Anna Costagliola
È previsto per oggi l’avvio dell’esame in 2ª Commissione Giustizia del Senato, in sede referente, del ddl. n. S. 3040 relativo alla istituzione del Tribunale della famiglia. Il disegno di legge si propone di riformare in modo profondo l’assetto dell’ordinamento giudiziario e la disciplina processuale, allo scopo di superare l’attuale frammentazione nel settore civile delle competenze nelle materie che riguardano i minori, gli incapaci e la famiglia, garantendo un elevato grado di specializzazione della magistratura chiamata ad occuparsi di questi affari.
L’opzione perseguita è quella di prevedere l’istituzione presso gli uffici giudiziari già esistenti (Tribunali ordinari e Corti di appello) di sezioni specializzate, costituite solo da magistrati togati, che accentrino le competenze su tutti i procedimenti in materia di famiglia, minori, stato e capacità della persona e stato civile, attualmente distribuite tra il Tribunale per i minorenni, il giudice tutelare ed i Tribunali ordinari.
L’esigenza di conferire anche al diritto di famiglia delle regole ordinamentali e processuali unitarie si è manifestata sempre più pressante negli anni, in considerazione della incongruenza di un sistema che continua a prevedere in questo settore l’intervento diversificato e frammentato di giudici diversi
in una confusa ed eterogenea distribuzione delle competenze. Alla confusione normativa in materia familiare contribuisce altresì la sovrapposizione di riti differenziati (camerale, ordinario o speciale), con una
prevalenza accordata al modello camerale, evidentemente ritenuto dal legislatore il più idoneo a garantire l’attuazione di situazioni soggettive caratterizzate a livello di diritto sostanziale da una forte connotazione pubblicistica, ma inevitabilmente caratterizzato da una disciplina alquanto generica e lacunosa.
Tanto premesso, la necessità di una razionalizzazione ed unificazione delle regole del processo nel diritto di famiglia si è prospettata come non più prorogabile, ad evitare le disfunzioni che traggono origine dalla parcellizzazione delle competenze, implicanti il rischio di conflitti di competenza tra gli organi deputati alla decisione (Tribunale ordinario, Tribunale per i minorenni, giudice tutelare), i quali, a volte, sulle stesse vicende familiari hanno assunto provvedimenti non sempre coordinati e coerenti, operando secondo riti processuali radicalmente diversi.
Lo strumento prescelto è stato quello della delega al Governo, affinché provveda, nel rispetto dei principi informatori dell’intervento, ad individuare ed istituire nel maggior

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maggior numero di Tribunali possibile (restano esclusi solo quelli che presentano un organico di personale di magistratura eccessivamente esiguo e in cui sia trattato un numero limitato di procedimenti nelle materie in oggetto), le sezioni specializzate, provvedendo alla definizione delle dotazioni organiche di personale, sia di magistratura che amministrativo ed ausiliario. L’istituzione di sezioni specializzate realizza l’esigenza di uno specifico «diritto processuale familiare», consentendo l’eliminazione di alcune importanti discrasie nelle prassi processuali dei vari Tribunali e assicurando maggiore uniformità nelle decisioni.
L’unificazione delle competenze presso le istituende sezioni specializzate per la famiglia e per i minori mira non solo all’obiettivo di porre termine ai contrasti ed alla parcellizzazione delle competenze, ma anche a quello di garantire una elevata specializzazione del giudice in una materia vasta e delicata come quella in esame. A tali fini viene previsto che i magistrati addetti alle sezioni possano essere incaricati solo della trattazione degli affari in materia di famiglia, minori, di stato e capacità della persona e di stato civile. Nella composizione della sezione specializzata si è inteso privilegiare la competenza professionale già maturata dal personale di magistratura in servizio e, pertanto, si prevede che sia data preferenza ai magistrati che abbiano svolto per almeno due anni funzioni in materia di famiglia o minori.
Secondo le previsioni dell’intervento riformatore, le sezioni specializzate provvederanno in composizione monocratica per gli affari attualmente attribuiti alla competenza del giudice tutelare ed in composizione collegiale per tutti i restanti affari.
In linea con l’obiettivo di rendere più efficace la tutela della famiglia e il riconoscimento dei diritti delle persone che ne fanno parte, i principi e i criteri direttivi introdotti dal disegno di legge delega hanno la finalità di dare attuazione al riconoscimento dei diritti del minore e degli incapaci, nel rispetto delle Convenzioni
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