I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo sito. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. [Leggi i dettagli] [OK]
Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 08/03/2017

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/39139-linee-guida-dell-articolo-29-della-convenzione-internazionale-sui-diritti-dell-infanzia

Autore: Marzario Margherita

Linee guida dell’articolo 29 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia

Linee guida dell’articolo 29 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia

Pubblicato in Diritto civile e commerciale, Diritto internazionale il 08/03/2017

Autore

46096 Marzario Margherita
Pagina: 1 2 3 di 3

Linee guida dell’articolo 29 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia Abstract: L’Autrice, interpretando la disposizione dello strumento internazionale, mette in luce i risvolti più profondi del ruolo dei soggetti educatori e della funzione educativa.
 
Uno degli articoli più rilevanti della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia è l’art. 29 relativo all’educazione.
“Qualcuno ha detto che in Afghanistan ci sono molti bambini, ma manca l’infanzia”[1] (lo scrittore Khaled Hosseini). L’infanzia, purtroppo, rischia di mancare (o già manca) anche nella nostra società perché priva di sicurezza (da “sine cura”, senza preoccupazione) familiare, sociale, valoriale; per questo era, è e rimarrà fondamentale l’intervento e l’investimento educativo.
La locuzione introduttiva dell’art. 29 della Convenzione, “l’educazione del fanciullo deve tendere a”, esplica le caratteristiche fondamentali dell’educazione: attività rivolta a qualcuno, che comporta impegno, che è continua e permanente ed è diretta verso obiettivi chiari. Un processo di continua tensione in cui tutti i soggetti educativi (espressione da preferirsi ad “agenzie educative”) si mettono in discussione e in collaborazione verso la stessa direzione.
Il pedagogista Pino Pellegrino scrive: “Il genio nasce da un buon ambiente familiare, sociale e scolastico. In altre parole, per preparare un genio occorre intervenire fin dai primi anni per permettere al bambino di fare svariate esperienze in modo che possano emergere doti latenti ed eventuali predisposizioni in qualche settore”. “Doti latenti ed eventuali predisposizioni” del bambino e
non sogni repressi o inespressi dei genitori che “portano” (o trasportano) i figli da un corso all’altro, perché “[…] l’educazione deve tendere a: promuovere lo sviluppo della personalità del fanciullo, dei suoi talenti, delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutto l’arco delle sue potenzialità” (dall’art. 29 lettera a Convenzione). L’educazione deve partire innanzitutto dal rispetto dell’educando: educare al rispetto e nel rispetto. “Rispetto”, etimologicamente significa “guardare di nuovo, guardare dietro”: volgendo lo sguardo all’altro ci si rispecchia, si ritorna alle origini, ai nodi irrisolti. Ogni relazione che sia veramente tale è educazione, come sosteneva don Lorenzo Milani: “Devo tutto quello che so ai giovani operai e contadini cui ho fatto scuola. Quello che loro credevano di stare imparando da me sono io che l’ho imparato da loro. Io ho insegnato loro soltanto a esprimersi mentre loro mi hanno insegnato a

Libro in evidenza

Manuale pratico di separazione e divorzio

Manuale pratico di separazione e divorzio


Il volume, con formulario e giurisprudenza, offre una panoramica esaustiva degli strumenti necessari per la riso- luzione delle crisi familiari. L’opera è aggiornata ai tanti interventi che si sono susseguiti in materia, di natura sia giurisprudenziale sia normativa; tra questi ultimi si...

35.00 € Scopri di più

su www.maggiolieditore.it

a vivere”[2].
“Genitori distratti e figli abbandonati a se stessi – afferma la storica Lucetta Scaraffia – : è la nuova società in cui molestatori e vittime prendono forma già sui banchi di scuola. Per risolvere il problema non basta affiancare i giovani nel percorso di crescita: bisogna anche insegnare loro il rispetto, prima di tutto di se stessi”. Nella legislazione italiana non si parla di ‘rispetto’, a proposito della funzione e relazione educativa, nel modo in cui, invece, se ne parla nell’art. 29 della Convenzione. Nel codice civile si accenna al ‘rispetto’ nell’art. 315 bis “Diritti e doveri del figlio”, nel rapporto tra genitori e figli.  Un soggetto rispettato in quel che è e per quel che è sarà più portato a rispettare gli altri.
Un altro indice di ‘rispetto’ elencato nell’art. 29 è sicuramente il riferimento alle “potenzialità”, perché nei confronti dei bambini e dei ragazzi, in qualsiasi ambiente, non si deve ragionare in termini di “capacità” (“ciò che contiene”) che non è dato conoscere, ma in termini di “potenzialità” (“ciò che può”) che è dato riscontrare per mirare, poi, alla pluripotenzialità (come si fa per le cellule staminali). Lo scrittore Simone Perotti sottolinea: “A scuola ci insegnano la Storia, la Matematica, l’Educazione civica. A me un professore delle scuole medie insegnò perfino come lavarmi i denti (Educazione sanitaria). Nessuno che mi abbia parlato dei miei pregi, di come metterli a frutto o di come mitigare i miei vizi, o di come mettere a frutto pure quelli. Peccato, perché staremmo meglio grazie alla conoscenza delle nostre potenzialità”.
Ogni relazione educativa e significativa si costituisce e si costruisce di rispetto e ricordi. “Accorgersi che nei propri figli si è innestata una sensibilità per il ricordare, è un’esperienza emozionante: si tratta di una
[...]
Pagina: 1 2 3 di 3

Poni un quesito in materia di civile


Libri correlati

Logo_maggioliadv
Per la pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it | www.maggioliadv.it
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Logo_maggioli