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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 08/02/2017

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/39042-la-famiglia-tra-definizioni-e-descrizioni

Autore: Marzario Margherita

La famiglia tra definizioni e descrizioni

La famiglia tra definizioni e descrizioni

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 08/02/2017

Autore

46096 Marzario Margherita
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La famiglia tra definizioni e descrizioni Abstract: L’Autrice ci offre una pagina di sociologia giuridica con l’intento di riaffermare la vitalità della famiglia
 
“Nonostante la famiglia sia un’istituzione sociale pressoché universale, non è facile identificare quali siano le proprietà che universalmente caratterizzano la famiglia e soltanto essa. Le varie definizioni che sono state proposte sono insoddisfacenti per una ragione o per l’altra”: quello che scriveva il sociologo Alessandro Cavalli negli anni ’70 vale ancor di più nel XXI secolo.
Lo psicologo Pasquale Borsellino, ai giorni nostri, risponde alle perplessità passate e presenti sulla famiglia: “Eppure, nonostante le sue fragilità, la famiglia rimane l’unica ancora di salvezza, l’unica strada attraverso la quale sprigionare buone pratiche, perché è il luogo degli affetti, delle relazioni, della crescita e dell’integrazione del maschile e del femminile, nonché il luogo in cui si esprimono responsabilità riconosciute e condivise e in cui le generazioni possono stabilire rapporti di reciprocità. La famiglia può essere un sistema auto generativo, ovvero capace di mettere a disposizione la propria energia e le proprie competenze per la crescita dei figli, per la loro educazione e per la crescita della coppia genitoriale (generatività familiare), per la cura e l’investimento nei legami e nei rapporti sociali (generatività sociale) e infine per la comunità all’interno della quale è inserita (generatività comunitaria)”. La famiglia, “cellula fondamentale della
società” (Parte I n. 16 Carta sociale europea riveduta nel 1996): “cellula” (diminutivo di “cella”), etimologicamente significa “stanza, nido, luogo dove si nasconde”. È questa la natura che contraddistingue la famiglia e che la famiglia dovrebbe recuperare.
Il sociologo Francesco Belletti[1] aggiunge: “In effetti la famiglia è oggettivamente una risorsa insostituibile per la società, ma la società non se ne accorge e forse non vuole nemmeno farlo. […] Si parla troppo di famiglia tradizionale come se fosse un residuo del passato e il futuro fosse nelle famiglie “allargate”, ricomposte, divise e rimesse insieme, ma oggi la vera rivoluzione è quella di chi ancora crede che fare famiglia sia un progetto stabile di dono reciproco. I veri rivoluzionari sono quelli che resistono. […] È un’urgenza l’idea stessa di persona che oggi viene strumentalizzata per i desideri dell’individuo. Mi preoccupa la prospettiva

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prospettiva dei bambini costruiti in provetta, la dimenticanza del diritto dei figli ad avere un papà e una mamma, l’idea stessa che il maschile e il femminile siano una scelta della persona e non la differenza che genera l’umanità. […] Un’altra sfida radicale è che la società sostenga la famiglia anziché spremerla come un limone. Troppe volte si dice che la famiglia è il potente ammortizzatore sociale del Paese, ma così le famiglie, anziché sostenute, vengono sfruttate e schiacciate dai propri bisogni. Un’altra urgenza riguarda invece l’educazione delle famiglie a diventare soggetto sociale […]. Accogliere i percorsi accidentati significa riaffermare la bellezza della famiglia e richiamare tutti all’ideale alto. Non si tratta della famiglia del Mulino Bianco, ma di riconoscere che anche le storie famigliari più solide possono attraversare crisi, fatiche e difficoltà”. Nell’art. 16 par. 3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si legge: “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto a essere protetta dalla società e dallo Stato”.
Etimologicamente “nucleo” deriva da “noce”, “tenere, tenere insieme, aggruppare”: la famiglia è dove nasce e si crea quello che e sarà la persona. “Ogni nato è a suo modo speciale – dice il bioeticista Paolo Marino Cattorini –, è «indaco», ha un colore miracoloso e un potenziale di sviluppo creativo che vanno difesi dalle contaminazioni di una società omologante e di un’ecologia intossicata”. Nel paragrafo “Creare ambienti favorevoli” della Carta di Ottawa per la promozione della salute del 1986 vi è scritto: “Gli inestricabili legami che esistono tra le persone e il loro ambiente costituiscono la base per un approccio socio-ecologico alla salute”. Il primo ambiente socio-ecologico è la famiglia, tanto che si parla sempre più frequentemente di “ecologia familiare”. Ricordando che “eco-“ deriva dal greco “oikia, oikos” che
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