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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 14/10/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/38699-famiglia-anagrafica-e-convivenza-di-fatto-rapporti-e-differenze

Autore: Richter Paolo

Famiglia anagrafica e convivenza di fatto: rapporti e differenze

Famiglia anagrafica e convivenza di fatto: rapporti e differenze

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 14/10/2016

Autore

47625 Richter Paolo
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Famiglia anagrafica e convivenza di fatto: rapporti e differenze In estrema sintesi, con quello che potrebbe forse sembrare un gioco di parole, è possibile affermare che tutte le convivenze di fatto sono anche delle famiglie anagrafiche, ma non tutte le famiglie anagrafiche sono anche delle convivenze di fatto.
 
Vediamo di approfondire il contenuto dell’affermazione.
 
La vigente legge anagrafica[1] e il relativo regolamento[2] non richiedono, affinché due persone costituiscano un'unica famiglia anagrafica, l'assenza di pregressi vincoli matrimoniali o di unione civile fra di loro e nemmeno con terzi.
 
E’ anzi risaputo che, laddove due persone coabitanti siano unite da vincolo coniugale[3], tale circostanza impone di iscrivere gli interessati in un unico stato di famiglia, mentre la sussistenza di un vincolo matrimoniale[4] di ciascuno o entrambi i conviventi con terze persone è irrilevante: esso non preclude ai coniugi di rendere all’Ufficiale di anagrafe la dichiarazione secondo cui fra di loro esiste uno vincolo affettivo[5] stabile[6], circostanza che consente la loro iscrizione in un unico stato di famiglia.
 
In via di ulteriore approfondimento, è possibile osservare che i rapporti di parentela, affinità, adozione, tutela, coniugio o unione civile fra di loro e, secondo l’interpretazione assolutamente prevalente[7], anche con altri[8], è invece necessaria[9] per i conviventi di fatto, la cui nozione è quella di “due persone
maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale[10].
 
L’art. 1, comma 37, della L. 20 maggio 2016, n. 76 stabilisce che per l'accertamento della stabile convivenza si fa riferimento alle consuete dichiarazioni anagrafiche e, precisamente, a quella su cui si basa la nozione e la costituzione di una nuova famiglia anagrafica, previste rispettivamente dagli artt. 4[11] e 13, comma 1, lett. b)[12] D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. 
 
La funzione caratteristica dell’anagrafe è infatti quella di rispecchiare lo stato di fatto; del resto anche la convivenza ha natura “fattuale[13] poiché essa consiste in una formazione sociale non esternata tramite il vincolo del matrimonio e, ora, anche di unione civile.
 
La convivenza di due persone è dunque un “fatto” che - con l’entrata in vigore della L. 20

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20 maggio 2016, n. 76 – diventa giuridicamente rilevante, da cui discendono cioè determinati effetti giuridici.
 
Sotto altro aspetto, può essere interessante notare come la natura “fattuale” della convivenza trova conferma nella definizione legislativa[14], che è priva di ogni riferimento ad adempimenti formali, mentre è solo per accertare uno dei suoi requisiti costitutivi (vale a dire il fatto della stabile convivenza[15]) che il legislatore si avvale della consueta dichiarazione anagrafica, necessaria per accertare il fatto di base, rappresentato dalla dimora abituale della persona in un determinato luogo.
 
Come noto, i conviventi devono essere due persone maggiorenni e devono avere dichiarato di costituire un’unica famiglia anagrafica, in assenza dei vincoli indicati dall’art. 1, comma 36, L. 20 maggio 2016, n. 76 fra i conviventi fra di loro e, limitatamente ai vincoli di coniugio e di unione civile, anche di ciascuno dei conviventi con terzi.
 
Laddove uno o entrambi i conviventi fossero legati da un vincolo di matrimonio o di unione civile con terze persone, essi potranno formare una famiglia anagrafica ma non anche, stante il rilevato limite di legge, essere iscritti come conviventi di fatto.
 
Nel momento in cui dovesse sopravvenire lo scioglimento o, comunque, la cessazione degli effetti civili del matrimonio, dal momento dell’annotazione di tale status a margine dell’atto di nascita degli interessati, i componenti dell’unica famiglia anagrafica dovranno essere considerati, per legge, anche conviventi di fatto, essendo venuto meno l’impedimento legale, senza che sia a questo scopo necessario acquisire alcuna manifestazione di volontà in tal senso da parte degli interessati[16].
 
Analogamente sembra possibile opinare per tutte quelle coppie che alla data del 5 giugno 2016[17] già formavano una famiglia anagrafica: se entrambi i conviventi non avevano in essere pregressi vincoli di matrimonio, esse
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