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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 17/06/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/38371-l-importanza-dei-nonni-nella-giurisprudenza-italiana-ed-europea

Autore: Laddomada Marco

L’importanza dei nonni nella giurisprudenza italiana ed europea

L’importanza dei nonni nella giurisprudenza italiana ed europea

Pubblicato in Diritto civile e commerciale, Diritto internazionale il 17/06/2016

Autore

50297 Laddomada Marco
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L’importanza dei nonni nella giurisprudenza italiana ed europea
  1. 1.     Introduzione
Calamandrei diceva che gli eventi storici di un Paese si rispecchiano nelle sentenze[1]. Quasi fossero, queste ultime, il precipitato delle questioni socio-culturali che caratterizzano un certo Stato in un dato momento storico. In tal senso, può essere interessante rilevare come la giurisprudenza recente abbia in buona parte affrontato problemi che riguardano le c.d. nuove frontiere del diritto di famiglia. In effetti, temi come la stepchild adoption, la fecondazione artificiale, il matrimonio omosessuale o la famiglia di fatto, sembrano assumere una peculiare delicatezza sociale e politica. Delicatezza che, senza dubbio, si rispecchia inevitabilmente nelle pronunce dei giudici.
In questo scenario, altrettanto interessante è rilevare come la figura dei nonni occupi un ruolo tutto particolare non soltanto da un punto di vista sociale, ma anche in ambito giuridico[2]. Così, Legislatore e Giustizia non riescono a definire in modo netto la rilevanza giuridica della figura dei nonni. Vuoi perché si tratta di una figura difficilmente inquadrabile entro precise categorie concettuali e che muta notevolmente secondo il singolo soggetto che si prende in considerazione; vuoi perché ancora non si è riusciti a tradurre in termini giuridici la realtà sociale, sempre più complessa ed eterogenea. In ogni caso, restano ancora notevoli dubbi interpretativi sui diritti connessi a quella figura che in senso tecnico si definisce
“ascendente in linea retta”. Nello specifico, è innanzitutto necessario stabilire quale sia la rilevanza giuridica dei nonni nel nostro ordinamento. E anche nell’ipotesi in cui si riesca a superare tale questione, si tratta di capire quali diritti possano scaturire dallo status di nonno.
Il presente lavoro si propone pertanto di accennare i predetti punti attraverso una rapida analisi delle recenti riforme in ambito di famiglia e ponendo l’accento su alcune rilevanti pronunce giurisprudenziali.
 
  1. 2.     Riforme del diritto di famiglia e rilevanza giuridica dei nonni
Nel panorama antecedente alle recenti riforme della filiazione, il quadro normativo aveva dato luogo a notevoli incertezze in relazione alla figura dei nonni. Infatti, se con la legge 19 maggio 1975 n. 151 si attuavano rilevanti precetti costituzionali (artt. 29, 30, 31 Cost.) nel tentativo di rafforzare la condizione dei figli, restava irrisolto il

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il problema della rilevanza giuridica della relazione affettiva tra nonni e nipoti. Così, a fronte della realtà sociale sempre più tendente alla famiglia “nucleare”, si tralasciava il riconoscimento giuridico di certi rapporti familiari nella loro naturale estensione.
Un primo segnale fu lanciato dalla legge sull’adozione dei minori (l.n. 184/1983 con s.m.i. quali l.n. 476/1998 e l.n. 159/2001). In essa si parla di “diritto del minore ad una famiglia” ed allora si è notato che la medesima disciplina “aveva colto lo snodo centrale dei complessi percorsi delle relazioni familiari, che non si limitano ai rapporti tra genitori e figli, ma coinvolgono tutti i componenti di quella formazione sociale che è la famiglia”[3].
Un notevole passo in avanti venne poi compiuto dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54, relativa all’affidamento condiviso. In particolare, l’art. 155 c.c. (oggi trasfuso nell’art. 337 ter c.c.), nell’attribuire al minore il diritto di “conservare rapporti significativi con gli ascendenti” anche in caso di crisi matrimoniale dei genitori, aveva indubbiamente attribuito rilevanza giuridica al rapporto tra figli e parenti, compresi i nonni, a prescindere dal fatto che i figli fossero nati all’interno del legame matrimoniale.
Ma la profonda innovazione che la materia della filiazione ha conosciuto – e così la figura degli ascendenti – è dovuta alla recente legge delega 10 dicembre 2012, n. 219 (“Disposizioni in materia di riconoscimento di figli naturali”) e al successivo decreto delegato 28 dicembre 2013, n. 154 (“Revisione delle disposizioni in materia di filiazione, a norma dell’art. 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219”). La riforma ha interessato la condizione giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio, completando il processo iniziato nel 1975, nell’ottica di una piena valorizzazione delle disposizioni della Carta costituzionale (artt. 3 e 30 Cost.). Infatti, il punto qualificante della riforma
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