I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo sito. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. [Leggi i dettagli] [OK]
Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 09/06/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/38311-dalla-maturit-dei-genitori-all-adolescenza-dei-figli

Autore: Marzario Margherita

Dalla maturità dei genitori all’adolescenza dei figli

Dalla maturità dei genitori all’adolescenza dei figli

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 09/06/2016

Autore

46096 Marzario Margherita
Pagina: 1 2 3 4 di 4

Dalla maturità dei genitori all’adolescenza dei figli Un’analisi della ricchezza del rapporto tra genitori e figli, illustrandone le implicazioni e le dinamiche nel momento assai particolare in cui la maturità dei genitori si sperimenta e si confronta con l’adolescenza dei figli

Negli anni ’60 la psicologa Angiola Massucco Costa scriveva sull’adolescenza: “Fase di sviluppo che si estende fra i 13 e i 21 anni in media per le ragazze, e i 15 e i 21 per i ragazzi. Ha inizio con la pubertà o maturazione sessuale, ma continua parecchi anni dopo. È caratterizzata da comportamenti emotivi, sociali, intellettuali, quali irrequietezza, interessi eterosessuali, crisi religiose e morali, vivo sentimento personale, affermazione delle proprie tendenze, distacco dalla famiglia, ambizioni, spirito di riforma sociale, interesse per la cultura, scelta della professione, ecc. Può essere più o meno complicata e prolungata da pressioni familiari e sociali”. Negli anni duemila, invece, l’adolescenza è diventata sfumata e indefinibile anche perché tale è diventata la genitorialità. Sostenendo la genitorialità in questa particolare fase della vita dei figli si sostiene anche l’adolescenza affinché sia tale.
Innanzitutto bisogna evitare le prese di posizione, gli atteggiamenti bruschi. Lo psicologo e psicoterapeuta Fabrizio Fantoni scrive: “Spesso gli interventi contenitivi peggiorano la situazione. Occorre pensare ad atteggiamenti condivisi con il ragazzo, oltre che con il papà. Chiedendo all’adolescente di prendere le distanze, anche fisiche,
magari uscendo di casa per far sbollire la rabbia. Oppure può essere l’adulto ad allontanarsi, in modo che l’adolescente sia messo di fronte alla propria responsabilità verso sé stesso e verso le cose. E se l’adolescente manca di rispetto al genitore, è necessario mostrare il nostro dispiacere con distacco, magari per qualche giorno, anche quando si siano accettate le scuse. Quando poi il ragazzo è tranquillo, è bene aiutarlo a riflettere sulle sue emozioni, perché capisca quale di esse è così intollerabile da provocare reazioni simili”. L’art. 1 della L. 4 maggio 1983 n. 184 “Diritto del minore ad una famiglia” è una delle prime disposizioni dell’ordinamento giuridico italiano in cui si parla di “diritto di crescere” e l’adolescenza è proprio il momento della crescita, il taglio definitivo del cordone ombelicale in cui gioca un ruolo rilevante il padre. La legge

Libro in evidenza

Le nuove discipline della separazione e del divorzio

Le nuove discipline della separazione e del divorzio


Le nuove discipline della separazione e del divorzio, così come delineate dal D.L. 12 SETTEMBRE 2014, N. 132 (conv. con mod. in L. 10 novembre 2014, n. 162) e dalla L. 6 MAGGIO 2015, N. 55, costituiscono l|||approdo normativo, forse non...

26.00 € Scopri di più

su www.maggiolieditore.it

legge 184/1983 offre spunti alla genitorialità in generale, a cominciare dal dover considerare i figli dati in affidamento o adozione dalla vita e ciò emerge in maniera preponderante durante la loro adolescenza. I figli non vanno contenuti, ma abbracciati perché, prima o poi, l’abbraccio si apre per lasciare libera la persona di andare lungo la propria strada. I bambini non hanno bisogno tanto di educazione all’affettività quanto di esempio e coerenza. Essi hanno chiaro il linguaggio dell’amore, sono gli adulti che glielo rendono confusionario e torbido. La concordanza tra labbra, coscienza e cuore fanno dell’uomo la sua coerenza, la sua bellezza, la sua grandezza: in primis i genitori. I giovani di oggi, come quelli di ogni tempo, hanno tutti delle capacità (da “contenere”): qualità, quantità e modalità di sviluppo ed espressione dipendono in gran parte dagli adulti.
Il dott. Fantoni aggiunge: “Così il ragazzo scarica queste emozioni che non riesce più a pensare, trasformandole in azioni aggressive verso gli oggetti. Il suo nuovo corpo, più prestante, amplifica la portata di questi tsunami emotivi. Come se mettesse in guardia gli altri, e sé stesso, nei confronti del suo potenziale distruttivo. Occorre armarsi di molta pazienza. L’intervento educativo del genitore, anche se non ha risultati immediati, favorisce l’instaurarsi di modalità più controllate, meno agite e più pensate. Si può cercare di prevenire queste eruzioni, aiutando il ragazzo a riconoscerle in anticipo ed evitando che si raggiunga il livello di esplosione. Quando invece ciò avviene, non credo serva a molto frenarlo a ogni costo”. Prima di arrivare all’esplosione o all’implosione dell’età adolescenziale, all’isolamento e allo smarrimento di questa fase, sarebbe bene fornire al bambino tutti i mezzi adeguati (e non qualsiasi) di espressione ed espressività (una sorta di arteterapia preventiva). “Gli Stati parti devono rispettare e promuovere
[...]
Pagina: 1 2 3 4 di 4

Poni un quesito in materia di civile


Libri correlati

Logo_maggioliadv
Per la pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it | www.maggioliadv.it
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Logo_maggioli