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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/05/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/38241-e-nulla-la-donazione-del-bene-non-ancora-diviso-tra-i-coeredi-se-l-altruit-non-dichiarata-nell-atto

Autore: Graziotto Fulvio

E’ nulla la donazione del bene non ancora diviso tra i coeredi se l'altruità non è dichiarata nell'atto?

E’ nulla la donazione del bene non ancora diviso tra i coeredi se l'altruità non è dichiarata nell'atto?

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 19/05/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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E’ nulla la donazione del bene non ancora diviso tra i coeredi se l'altruità non è dichiarata nell'atto? Le Sezioni Unite della Cassazione Civile hanno risolto il contrasto giurisprudenziale sugli effetti della donazione di cosa altrui, che deve ritenersi nulla per difetto di causa, a meno che nell'atto si affermi espressamente che il donante sia consapevole dell'attuale altruità.
 
Decisione: Sentenza n. 5068/2016 Cassazione Sezioni Unite Civili
Classificazione: Civile
Parole chiave: donazione - bene altrui - mancata dichiarazione nell'atto - conseguenze - nullità
 
Il caso.
Il caso riguardava una divisione in conseguenza di una successione ereditaria, nell'ambito della quale tre sorelle aderivano alla domanda di divisione chiedendo, che tra i beni da dividere, fossero inclusi anche quelli oggetto di una precedente donazione: le sorelle, deducevano la nullità per inesistenza dei beni donati nella sfera giuridica del donante, in quanto solo comproprietario pro indiviso di una quota ideale.
Il Tribunale adito dichiarava aperta la successione legittima con sentenza non definitiva, e la nullità dell'atto di donazione, e i donatari impugnavano la decisione, che veniva però confermata dalla Corte d'Appello che rigettava il gravame.
La questione finisce in Cassazione, e la Seconda Sezione rimette gli atti al Presidente per l'eventuale assegnazione, alle Sezioni Unite.
 
La decisione.
Le Sezioni Unite della Cassazione, dopo aver ripercorso la questione oggetto di ricorso, hanno ripercorso i differenti orientamenti giurisprudenziali relativi alle conseguenze della donazione di bene altrui.
Premettono
che la seconda Sezione ha ricordato la prevalenza della tesi della nullità (Cass. 12782/2013; 10356/2009; 1131/1996; 6544/1985) e la tesi opposta della semplice inefficacia (Cass. 1596/2001), e che ha rimesso all'esame delle Sezioni Unite la seguente questione: «Se la donazione dispositiva di un bene altrui debba ritenersi nulla alla luce della disciplina complessiva della donazione e, in particolare, dell'art. 771 cod civ., poiché il divieto di donazione dei beni futuri ricomprende tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto entri a comporre Il patrimonio del donante e quindi anche quelli aventi ad oggetto i beni altrui, oppure sia valida ancorché inefficace, e se tale disciplina trovi applicazione, o no, nel caso di donazione di quota di proprietà pro indiviso».
Dopo aver illustrato i punti salienti delle precedenti decisioni, precisa che «A ben vedere, il contrasto tra i due orientamenti giurisprudenziali non coinvolge

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coinvolge il profilo della efficacia dell'atto a costituire titolo idoneo per l'usucapione abbreviata, ma, appunto, la ascrivibilità della donazione di cosa altrui nell'area della invalidità, e segnatamente della nullità, ovvero in quella della inefficacia».
E si esprime per la nullità: «Il Collegio ritiene che alla questione debba essere data risposta nel senso che la donazione di cosa altrui o anche solo parzialmente altrui è nulla, non per applicazione in via analogica della nullità prevista dall'art. 771 cod. civ. per la donazione di beni futuri, ma per mancanza della causa del negozio di donazione».
E afferma che «posto che l'art. 1325 cod. civ. individua tra i requisiti del contratto "la causa"; che, ai sensi dell'art. 1418, secondo comma, cod. civ., la mancanza di uno dei requisiti indicati dal'art. 1325 cod. civ. produce la nullità del contratto; e che l'altruità del bene non consente di ritenere integrata la causa del contratto di donazione, deve concludersi che la donazione di un bene altrui è nulla».
Il Supremo Consesso definisce meglio il punto: «Con riferimento alla donazione deve quindi affermarsi che se il bene si trova nel patrimonio del donante al momento della stipula del contratto, la donazione, in quanto dispositiva, è valida ed efficace; se, invece, la cosa non appartiene al donante, questi deve assumere espressamente e formalmente nell'atto l'obbligazione di procurare l'acquisto dal terzo al donatario.
La donazione di bene altrui vale, pertanto, come donazione obbligatoria di dare, purché l'altruità sia conosciuta dal donante, e tale consapevolezza risulti da un'apposita espressa affermazione nell'atto pubblico (art. 782 cod. civ.). Se, invece, l'altruità del bene donato non risulti dal titolo e non sia nota alle parti, il contratto non potrà produrre effetti obbligatori, potrà applicarsi la disciplina della vendita di cosa altrui.
La sanzione di nullità si applica normalmente alla
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