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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 08/04/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/38072-ddl-cirinn-convivenza-di-fatto

Autore: Avvocato Cinzia Santagostino Baldi

DdL Cirinnà – convivenza di fatto

DdL Cirinnà – convivenza di fatto

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 08/04/2016

Autore

50245 Avvocato Cinzia Santagostino Baldi
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DdL Cirinnà – convivenza di fatto Il DdL Cirinnà approvato a fine Febbraio di quest’anno, oltre a dettare le regole sulle unioni civili, ha introdotto numerose norme riferite alla convivenza di fatto.
Fino ad ora la normativa si era limitata a disciplinare solo l’istituto del matrimonio prevedendo una serie di diritti e doveri e obblighi facenti capo ai coniugi; al contrario per le cosiddette coppie di fatto non era stata ancora emanata una normativa che ne disciplinasse i rapporti, che viene introdotta, quindi, con la nuova legge.
L’originario testo del Ddl prevedeva una maggiore ingerenza normativa nei suddetti rapporti, prevedendo addirittura l’obbligo di mantenimento anche tra i conviventi di fatto. Fortunatamente (a modesto parere della scrivente) tale norma, come altre maggiormente incidenti nei rapporti in questione, è stata eliminata con il maxi emendamento che ha investito il disegno di legge, garantendo così ai conviventi tutta una serie di diritti, ma senza interferire nelle loro vite imponendo delle norme che avrebbero rappresentato una vera e propria ingerenza non richiesta e lasciando ai medesimi soggetti la libertà di scegliere di “formalizzare” il loro rapporto, magari anche mediante l’apposito “contratto di convivenza” previsto dalla stessa legge e di cui parleremo di seguito.
  • DEFINIZIONE DI CONVIVENZA DI FATTO
Andando ad analizzare il testo del provvedimento oggi esaminato, occorre evidenziare come lo stesso
definisce conviventi di fattodue persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”, rimandando espressamente per l’accertamento della stabile convivenza (fermi i presupposti sopra detti) alla  dichiarazione anagrafica prevista dal regolamento di cui al DPR 223/89.
L’accertamento dello stato di convivenza avverrà, quindi, tramite una “dichiarazione anagrafica” che la coppia dovrà presentare agli uffici comunali di riferimento e attraverso la quale potrà essere attestata la costituzione di un nuovo nucleo familiare. In base alla legge, infatti, non basta che due soggetti risiedano nella medesima abitazione per formare un nucleo familiare, (si vedano ad esempio due coinquilini), ma dovranno presentare la suddetta apposita dichiarazione per poi usufruire dei diritti previsti con la nuova legge.
Le coppie attualmente conviventi nella stessa

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stessa abitazione e aventi la stessa residenza, potranno dichiarare apertamente l’esistenza e quindi la costituzione di un nuovo nucleo familiare compilando e presentando all’anagrafe competente l’apposito modulo messo a disposizione dal Comune di riferimento.
  • DIRITTI DEI CONVIVENTI
Per quanto riguarda i conviventi, la parte più importante della nuova normativa riguarda senz’altro l’acquisizione dei seguenti diritti da parte dei conviventi di fatto:
  • Diritto Alla Reciproca Assistenza
I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti previsti per il coniugi nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario.
In caso di malattia o di ricovero in ospedale, poi, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personale.
Inoltre, potranno designare l’altro convivente quale proprio rappresentante (ad onor del vero lo avrebbero potuto fare anche prima attraverso l’utilizzo di altri strumenti comunque previsti dal nostro ordinamento) ma in due casi:
-          nel caso di malattia che comporti incapacità di intendere e di volere;
-          nel caso di morte, per quanto concerne la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo (donazione degli organi) e il rito funebre.
Tale designazione deve essere effettuata in forma scritta e autografa, ovvero alla presenza di un testimone.
  • Diritto Alla Casa
Per quanto riguarda il diritto alla casa, la legge prevede che in caso di morte del proprietario dell’abitazione di comune residenza il convivente potrà continuare a vivere nella stessa abitazione per altri 2 anni oppure per un periodo pari alla durata della convivenza nel caso questa fosse superiore ai 2 anni, e comunque per non più di 5 anni. Se nell’abitazione di comune residenza coabitano figli minori o disabili del convivente, il diritto ad abitare nella casa sale ad un periodo non inferiore ai 3 anni.
Il diritto
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