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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 02/03/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/37893-l-obbligo-reciproco-di-fedelt-tra-i-coniugi-si-va-verso-la-soppressione-l-orientamento-della-giurisprudenza-e-il-disegno-di-legge-n-2253-depositato-in-senato-il-25-febbraio-2016-in-materia-di-sop

Autore: Assenza Carmelo

L’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi: si va verso la soppressione? L’orientamento della giurisprudenza e il disegno di legge n. 2253 depositato in Senato il 25 febbraio 2016 in materia di soppressione dell’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniu

Sentenza Corte Cassazione, Prima sezione Civile, n. 929 del 17 gennaio 2014 Sentenza Corte Cassazione Prima sezione Civile, n. 8512 del 2006 Disegno di legge n. 2253

L’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi: si va verso la soppressione? L’orientamento della giurisprudenza e il disegno di legge n. 2253 depositato in Senato il 25 febbraio 2016 in materia di soppressione dell’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniu

Sentenza Corte Cassazione, Prima sezione Civile, n. 929 del 17 gennaio 2014 Sentenza Corte Cassazione Prima sezione Civile, n. 8512 del 2006 Disegno di legge n. 2253

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 02/03/2016

Autore

50205 Assenza Carmelo
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Dopo l’accesa discussione degli ultimi giorni, il 25 febbraio scorso il Senato ha approvato con voto di fiducia il testo sulle unioni civili e sulla disciplina delle convivenze.
Non si sono ancora placate le polemiche tra chi nel Governo dichiara trionfalmente vittoria (nonostante il voto abbia rivelato una nuova maggioranza parlamentare a sostegno dell’Esecutivo) e chi si schiera in modo anacronistico e pregiudiziale dalla parte del c.d. “potere spirituale” per mera strategia politica, quand’ecco che un nuovo disegno di legge in materia di diritto di famiglia sta già scatenando critiche, è il caso di dirlo, a destra e a manca: si tratta dell’Atto del Senato n. 2253 “Modifiche all'articolo 143 del codice civile, in materia di soppressione dell'obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi”, di iniziativa parlamentare, prima firmataria la senatrice Laura Cantini, presentato in data 25 febbraio 2016 e annunciato nella seduta ant. n. 582 del 25 febbraio 2016.
Secondo i firmatari del d.d.l., l’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi sarebbe il retaggio culturale di una visione superata e vetusta del matrimonio e il Giudice non dovrebbe fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza di tale obbligo.
Come spesso accade, però, ancora una volta la politica è in ritardo su temi su cui la giurisprudenza si è già da tempo pronunciata.
E’ un consolidato orientamento della Suprema Corte il principio secondo cui la violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale, particolarmente grave in quanto di regola rende intollerabile la prosecuzione della convivenza, giustifica ex se l'addebito della separazione al coniuge responsabile, a meno che non risulti che comunque non abbia avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale, in quanto già preesisteva una mera convivenza formale.
A tal proposito, in tema di separazione dei coniugi a seguito della compromissione del rapporto coniugale per la relazione adulterina di uno dei coniugi, la recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. I, n. 16172 del 15 luglio 2014, ha confermato che “ grava sulla parte che richieda, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, l'addebito della separazione all'altro coniuge l'onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre, è

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è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell'infedeltà nella determinazione dell'intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà.”. Pertanto, la violazione dell’obbligo di fedeltà tra coniugi non è, di per sé, un motivo sufficiente per chiedere l’addebito della separazione all’altro coniuge: il coniuge tradito ha l’onere di provare che la condotta infedele sia stata fondamentale per la crisi matrimoniale, mentre il coniuge fedifrago ha l’onere di provare che la crisi matrimoniale fosse antecedente al tradimento.
Ancora, la sentenza della Corte di Cassazione, Sez. I, n. 929 del 17 gennaio 2014, ha sostenuto che “(…) nonostante la pronuncia di addebito non si possa fondare sulla sola violazione dei doveri che l'art. 143 cod. civ. pone a carico dei coniugi, essendo invece necessario accertare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, il venir meno all'obbligo di fedeltà coniugale, particolarmente attraverso una relazione extraconiugale nel cui ambito sia stata generata prole, rappresenta una violazione particolarmente grave di tale obbligo, che, determinando normalmente l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, causa della separazione personale dei coniugi e, quindi, circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempreché non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.”. Anche in questo caso, quindi, si ribadisce il principio per cui la violazione del dovere di fedeltà è una circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione al coniuge fedifrago soltanto qualora,
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