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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 21/01/2016

All'indirizzo http://dirittodifamiglia.diritto.it/docs/37734-focus-sui-rapporti-economici-in-caso-di-separazione-e-divorzio

Autore: Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Focus sui rapporti economici in caso di separazione e divorzio.

La Cassazione a tutto campo sugli obblighi patrimoniali degli ex coniugi.

Focus sui rapporti economici in caso di separazione e divorzio.

La Cassazione a tutto campo sugli obblighi patrimoniali degli ex coniugi.

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 21/01/2016

Autore

49779 Accoti Paolo - Trebisacce (CS)
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A seguito di una separazione o di un divorzio, come spesso accade, i rapporti tra gli ex coniugi non risultano certo idilliaci ed uno dei principali motivi di contrasto riguarda la definizione degli aspetti economici.
Tanto è vero che il contenzioso in materia è estremamente corposo e spazia dall’assegnazione della casa coniugale, all’assegno di mantenimento, fino a sfociare in problematiche di carattere penale.
La Suprema Corte di Cassazione, con tre recentissime sentenze, ha affrontato proprio questi aspetti.
Interessante il caso sottoposto alla attenzione della IV sezione civile della Corte di Cassazione, risolto con l’ordinanza n. 225, dell’11.01.2016, in materia di onere della prova in relazione ai redditi percepiti dai coniugi.
La questione atteneva a due ex coniugi - uno dei quali aveva iniziato una nuova stabile convivenza - a cui il giudice di primo grado aveva chiesto conto in merito all’effettiva consistenza patrimoniale, anche con la produzione degli estratti conto bancari, al fine di eventualmente prevedere e determinare l’assegno di mantenimento in favore del coniuge meno abbiente.
Sta di fatto che proprio il coniuge che nel frattempo si era creato una nuova famiglia, non ottemperava all’ordine del giudice, così impedendo all’altro coniuge che - nel frattempo aveva diligentemente prodotto tutta la documentazione richiesta - di poter compiutamente approntare e
calibrare le proprie difese, anche in virtù dell’esatta conoscenza del patrimonio dell’ex coniuge.
La Suprema Corte, oltre a ricordare il proprio precedente per cui: “L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto - costituzionalmente tutelata ai sensi dell'art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell'individuo - è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l'assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua

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residua solidarietà postmatrimoniale con l'altro coniuge, il quale non può che confidare nell'esonero definitivo da ogni obbligo”, circostanza che escluderebbe alla radice qualsivoglia obbligo di mantenimento a carico dell’altro coniuge, evidenzia come in caso di mancato ottemperamento ad un ordine del giudice, tale comportamento risulta foriero di determinate conseguenze.
Ed invero, sottolinea la Corte, errata si appalesa la mancata valutazione in merito alla mancata reciproca “discovery” delle risultanze probatorie, alla luce della circostanza per la quale solo uno dei coniugi onerati aveva ottemperato ad una richiesta giudiziale senza dubbio rivolta ad entrambe le parti in causa.
Tanto è vero, sottolinea la Suprema Corte, che: “pur avendo il giudice, al riguardo, poteri discrezionali, va ricordato che l’inosservanza dell’ordine di esibizione di documenti integra un comportamento dal quale il giudice può desumere argomenti di prova a norma dell’art. 116, comma secondo, cod. proc. civ. quando la richiesta è di tipo simmetrico e rivolta ad entrambe le parti, un tale comportamento risulta neutro ove le medesime abbiano osservato lo stesso contegno (positivo o negativo) ma non quando una abbia lealmente eseguito la richiesta e l’altra no”.
Ciò posto, ferma restando la discrezionalità del giudicante, lo stesso, tuttavia, qualora decida di utilizzare la documentazione fornita “lealmente” dalla parte diligente, deve anche rigorosamente motivare come intenda valutare il comportamento della parte che non ha adempiuto al suo ordine (“comportamento negativo”), pena il difetto di motivazione.
Conclude pertanto la Corte enunciando il seguente principio: “In tema di prova in ordine alla capacità reddito-patrimoniale dei coniugi nei giudizi di separazione e divorzio, ove il giudice abbia chiesto ad entrambe le parti l’esibizione della documentazione relativa ai rapporti bancari da ciascuna intrattenuti, ed una sola di essi abbia ottemperato alla richiesta fornendo materia per gli accertamenti giudiziali, il giudice che di
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